Bambini e animali: i benefici di farli crescere insieme

Famiglia con caneFino a quando non hai amato un animale, una parte della tua anima sarà sempre senza luce - Anatole France

Decidere di far crescere i propri figli insieme ad un amico del mondo animale è forse uno tra i doni più preziosi che possiamo offrire loro: è come aggiungere, con tratto preciso, molteplici pennellate dai colori vivaci sulla tela della loro vita.

I bambini, fin da piccolissimi, sono in grado di instaurare un rapporto esclusivo e profondo con gli animali con cui entrano in contatto: questi possono rivelarsi amici fedeli e leali che stimolano, incuriosiscono, sorprendono, ascoltano silenziosamente, accompagnano, rassicurano, tranquillizzano, consolano, leniscono le sofferenze e il dolore “leccando” affettuosamente le ferite a cui la vita ci espone.

Che sia un amico che corre su quattro zampe o solo su due, che vola, nuota o striscia, ricoperto di peli, di piume o di squame, irruento e giocherellone o al contrario silenzioso e riservato, non fa differenza! La scelta deve rispecchiare innanzitutto i bisogni della famiglia senza però dimenticare le esigenze specifiche dell’animale; prendersene cura è infatti un atto d’amore che vede in primis il rispetto e l’accudimento del tenero amico che scegliamo di far diventare a tutti gli effetti parte integrante del nucleo familiare.

Numerosi studi hanno evidenziato i vantaggi del crescere insieme a cani, gatti, conigli, cavalli, canarini, Un bambino insime ad un conigliopesci: è ampiamente dimostrato che prendersi cura di un animale rappresenti per il bambino una preziosa palestra di vita in ambito affettivo, in quanto offrire attenzioni verso qualcuno diverso da sé, lo aiuterà a divenire un adulto maggiormente attento ai bisogni dell’altro, più affettuoso ed empatico.

Alcune ricerche hanno dimostrato infatti che i bambini che crescono con uno o più animali accanto sono più predisposti ad accettare la diversità e le differenze dell’altro: questi comunicano con noi con modalità diverse e hanno tempi e necessità totalmente differenti dai nostri.

Pensiamo all’ambivalenza del gatto che un attimo prima richiede carezze e attenzioni e un attimo dopo si allontana rapidamente in cerca di un’altra occupazione, spesso lanciando un chiaro messaggio sul desiderio di voler restare solo e indisturbato. Aiutare il bambino a rispettare questi momenti e sensibilizzarlo sui bisogni dell’amico animale lo renderà dunque in grado di “parlare una seconda lingua”, più attento alle esigenze di chi lo circonda, capace di individuare i bisogni meno espliciti e più propenso a prendersi cura dell’altro, anche quando diverso da sé.

Il bambino coinvolto nell’accudimento quotidiano dell’animale impara inoltre a farsi carico delle sue responsabilità, come ad esempio assumersi l’impegno di dargli da mangiare, portarlo a fare una passeggiata, ripulire la lettiera. Ovviamente, il livello di difficoltà richiesto dalle varie attività di cura dovrà essere adeguato all’età del bambino e, se necessario, essere supervisionato dall’adulto che collabora, coordina, mostra come fare.

Inoltre, è stato dimostrato che vivere con un animale ha un benefico effetto calmante e la sua compagnia è in grado di ridurre notevolmente i livelli di ansia e stress esperiti. Si pensi che il solo accarezzare il pelo del nostro amico a quattro zampe ha un effetto immediato sui nostri indici fisiologici in quanto favorisce un rallentamento del nostro battito cardiaco, della pressione sanguigna e delle onde cerebrali, producendo uno stato di benessere e rilassamento generale.

 

Non solo il contatto fisico con l’animale, ma anche la relazione instaurata, la condivisione di tempo e attività, favoriscono una serie di modificazioni neuro-ormonali, tra cui la produzione di endorfine, neurotrasmettitori che svolgono un ruolo fondamentale nel raggiungimento di uno stato di benessere psicofisico: influiscono infatti positivamente sull’umore e lo stato d’animo, riducono il dolore fisico, diminuiscono i tempi di recupero in seguito a malattie e traumi.

Animali domestici

Non a caso è sempre più riconosciuto il valore dell’impiego di animali in ambito terapeutico, che si sta rapidamente diffondendo tra corsie d’ospedale e in particolar modo reparti pediatrici (ne è un valido esempio il Meyer di Firenze), RSA e case di cura, scuole, centri ludici e di aggregazione. La Pet Therapy con bambini, anziani, disabili, si avvale della relazione con “l’animale d’affezione” (termine coniato dallo psichiatra americano Boris Levinson nei primi anni '60), e viene utilizzata in affiancamento ad altre terapie (cliniche, socio-educative, farmacologiche) rispetto ad un vasto spettro di patologie: autismo, disturbi del comportamento o dello sviluppo, problemi neurologici e psicomotori, psicopatologie mentali, malattie croniche e degenerative, per dirne solo alcune.

Anche i bambini più timidi, fragili, con difficoltà nel linguaggio o nel rapporto con l’altro possono sperimentare con gli animali una modalità più immediata e spontanea di interazione verbale e non verbale. Cani, gatti, cavalli e conigli, dimostrano il loro affetto con semplicità, amano incondizionatamente, non giudicano: favoriscono dunque la motivazione, l’autocontrollo, l’autostima, la relazione, la diminuzione dell’isolamento sociale e del senso di inadeguatezza.

Tra gli altri effetti benefici, inoltre, è risaputo che crescere i bimbi in compagnia di animali li rende più sani e più forti, in quanto la maggior esposizione a germi e batteri permette di rafforzare il sistema immunitario rendendoli in grado di combattere efficacemente le infezioni e diminuendo il rischio di sviluppare allergie o contrarre varie malattie.

Infine, la vicinanza con gli animali stimola la curiosità rispetto ai grandi temi dell’esistenza: la nascita, la malattia, la morte. La perdita di un animale apre infatti una serie di interrogativi nel bimbo che andrebbero affrontati il più serenamente possibile, nonostante il dolore e la sofferenza per una morte improvvisa o annunciata. Il rischio, infatti, si annida spesso nel voler proteggere il bambino nascondendo o negando la realtà. Si pensi alla classica menzogna “il gatto è scappato” o “il cane sta dormendo”, che lì per lì hanno l’intento di rasserenare ma a lungo andare contribuiscono a creare soltanto false illusioni e aspettative che aumentano ancora di più la delusione, la confusione, i dubbi e lo sconforto.

È importante invece dare spazio alle domande e le emozioni del bambino, aiutandolo a comprendere, in base alla sua età, che la morte è una parte inevitabile della nostra esistenza e preparandolo in questo modo ai piccoli e grandi lutti che si troverà necessariamente ad affrontare, presto o tardi, nel suo percorso di vita.

Per concludere, prendersi cura di un animale non è una strada sempre in discesa: essi richiedono tempo, energie, rinunce, sacrifici, ma si verrà ampiamente ripagati dalla gioia, vicinanza e comprensione che solo questi piccoli amici, ognuno a modo loro, sono in grado di donare in maniera incondizionata.

Per dirla con le parole del poeta Fernando Pessoa «L’uomo non sa di più degli altri animali; ne sa di meno. Loro sanno quel che devono sapere. Noi, no».

 

articolo scritto dalla Dott.ssa Liviana Garau, Psicologa - Psicoterapeuta Specialista in Terapia Breve Strategica.

 

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2 commenti su “Bambini e animali: i benefici di farli crescere insieme”

  1. grazie…. avevo sempre pensato con molti dubbi cosa sarebbe successo il giorno della morte del nostro coniglietto, non l’avevo mai vista sotto questa luce in cui la mette lei Dottoressa!!

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